Bar Baffa

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Fu nel 1899 che i fratelli Umberto e Nicodemo Baffa, avviarono l’attività nei bassi della propria abitazione: una palazzina di via Angelo Masci, vico I. Agli inizi si trattava di un modesto negozio atto alla vendita di vini e qualche liquore ma che in breve tempo fu allargata anche ad altri prodotti come dolciumi e generi alimentari di prima necessità. Nei primi decenni  del XX secolo, l’attività dei fratelli Baffa, ormai ben avviata, si spostò nei bassi del palazzo Masci- Fasanella in cui ha tutt’ora sede. A sinistra dell’accesso principale al palazzo era ed attualmente è allocato il Bar, mentre a destra dello stesso accesso, i fratelli impiantarono un negozio di generi alimentari che venne chiuso soltanto intorno agli anni 50 del ‘900. Durante il periodo fascista il negozio divenne uno dei più forniti della zona richiamando clienti dalle vicine Bisignano e San Demetrio Corone che qui si rifornivano dei generi alimentari razionati, previsti dalle leggi allora vigenti. Nello stesso periodo il bar venne affiancato all’Opera Nazionale del Dopolavoro, avente la propria sede nei pressi.
Nel 1939 nuovi lavori di ristrutturazione portarono alla creazione di un controsoffitto, di una nuova pavimentazione e del ripristino del marciapiede esterno ( come documentato in un atto di quegli anni). Fu in questo periodo che al bar sostò l’allora Ministro delle Colonie, Attilio Teruzzi, di passaggio da Santa Sofia, come ricorda un’iscrizione su legno attualmente esposta nel locale.
Nel 1947, con la morte di Umberto, la gestione passò al figlio Giuseppe. Essendo il bar più antico presente nella comunità, esso detenne vari piccoli “primati” come l’installazione del primo apparecchio televisivo nel 1954, la vendita di gelati artigianali, l’installazione del primo telefono pubblico, del totocalcio, e la vendita di dolci artigianali prodotti e fatti venire quotidianamente dalle migliori pasticcerie di Cosenza.
Occultato al pubblico, nel bar è presente un passaggio di fuga che sbucava nella parte alta del paese e usato dai proprietari del palazzo in caso di incursioni di banditi. La grotta venne utilizzata sino agli anni ’30 come canti netta per ospitare le casse del pregiato vino proveniente direttamente da Marsala. L’accesso fu  in seguito definitivamente murato.
Quasi contemporaneamente all’apertura del bar di Santa Sofia, un fratello di Umberto e Nicodemo emigrato a Philadelphia ( Stati Uniti), Emanuele Baffa, fondò con il figlio Alfred, il “Cafe Baffa’s”. in breve tempo il locale divenne un grande centro d’incontro per gli italiani a Philadelphia ma soprattutto per la comunità arbëreshe ivi residente. Negli anni, il Baffa’s Cafe divenne uno ei più rinomati ristoranti della città e oggi ha mutato il nome in “La collina”.

 

Il palazzo
L’edificio fu realizzato intorno alla seconda metà del XVIII sec. come residenza della notabile famiglia Masci e quindi dei loro discendenti Fasanella- Masci che ne assunsero il cognome. Qui ebbero i natali personalità di spicco. Tra questi il noto giurista Angelo Masci, primo procuratore del Tribunale di Catanzaro, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli e consigliere di Stato nel 1820; suo fratello Paolo, agente riparatore per il demanio durante l’eversione feudale per le provincie di Calabria Citra e Basilicata. Attorno alla prima  metà del XIX sec. tutto l’edificio dovette subire vari interventi di ristrutturazione a seguito degli episodi briganteschi del 1806. A questa data infatti, l’edificio fu preda delle bande di briganti capeggiate da Antonio Santoro, alias “Re Coremme” di Longobucco, che circondarono e diedero alle fiamme il palazzo. Parte delle murature interne e alcune delle travi presenti nei bassi in cui ha sede il bar, riportate alla luce negli ultimi interventi di ristrutturazione, presentano ancora i segni di quell’incendio.

Contatti
Cell: 3931011954
e-mail: umbertobaffa@virgilio.it

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